Sono nato a Brunico, ma la mia famiglia viveva a Gais, un paese di circa 3000 abitanti. E´in Val Pusteria a 5 cholometri da Brunico. Mio padre Gottfried lavorava in una carrozzeria, mia madre Maria faceva la cameriera e a loro devo tutto. Hanno fatto sacrifici enormi per me.
La prima volta
A tre anni mio padre mi aiutò per la prima volta a stare in piedi
con un paio di sci e ad affrontare le prime curve su un fazzoletto di
pista davanti all´uscio di casa.
Dai quattro ai sei anni, insieme
a mia sorella Sabrina, che ha un anno più di me, ho frequentato un
corso di sci settimanale che si concludeva con una prova finale.
Il
più piccolo. Erano gare di solito
arrivavo nei primi tre, ma ero il più piccolo. Sul podio, quando
vincevo gli altri due, stando sui gradini più bassi, erano qualche
volta più alti di me. I miei genitori mi dicevano di non
preoccuparmi, perchè ero nato con due mesi di anticipo. Avevo già
fretta. Dopo tre giorni dalla nascita i medici dissero a mio padre e
mia madre che avevo il 90% delle possibilità. di vivere, perche il
rischio all` inizio era stato grande. Ero stato un mese incubatrice.
Quindi facevo fatica a crescere. Rispetto ai miei amici ero uno dei
più piccoli e dei più magri. Ma non mi preoccupavo, perche mi
dicevo: un giorno diventerò comer loro.
I
miei genitori Papà e mamma, vedendo i
miei risultati, la mia passione per lo sci che era anche la loro
passione, si resero conto che era giusto assecondare la mia volontà.
Loro non avevano avuto la possibilità di praticare sport ad alto
livello. Mio padre era stato campione regionale di slittino su pista
naturale, ma a 14 anni andava già a lavorare. Cosi lui e la mamma
decisero di dare a me ed e a mia sorella questa possibilità di un
avvenire diverso e iscrissero me a Sabrina allo sci club di Brunico,
il più grande della valle.
La
prima vittoria A 10 anni ho vinto la
mia prima gara di gigante al Monte Elmo. Poi a 12 anni sono diventato
campione regionale di super-G a Speikboden, Monte Spicco. A febbraio
del 1997 sono arrivato secondo in slalom nella fase nazionale del
Trofeo Topolino al Monte Bondone, e con questo risultato mi sono
qualificato per la fase internazionale dello stesso Trofeo, sempre al
Bondone, finendo terzo in gigante. Quella gara fu vinta dal francese
Grange, ma io mi guadagnai la selezione il successivo trofeo
internazionale Topolino Sci che si svolgeva in aprile in Canada. E
arrivai ancora terzo in gigante.
I
sacrifici A quel punto, per potermi
assicurare le migliori condizioni di allenamento, i miei genitori
decisero di fare un altro grande sacrificio. Mia madre aveva
cominciato a lavorare di notte in un panetteria, cosi avevano potuto
trovare i soldi per pagare la retta di iscrizione alla scuola
superiore di sport a Malles, il bus di trasporto a scuola, lo
skipass per il comprensorio Val Venosta, gli skipass della nostra
valle, la quota per gli allenatori sia a Malles, sia casa che a
Malles, due paia di sci, abbigliamento e alberghi di tutta la
stagione agonistica.
Periodo
difficile I primi anni trascorsi a
Malles furono molto difficili, segnati da infortuni ed insuccessi
tanto da portarmi alla decisione di lasciare la scuola e la mia
passione dopo il terzo anno di ragioneria. Nel secondo anno era
successo questo: nella prima discesa della mia vita a Sella Nevea nel
marzo del 2000, avevo il numero 117. Erano già scesi in pista 116
maschi e 90 donne, la pista era piena di vasche. Io ero il penultimo
a partire. Nella esse finale, girando a destra ho incrociato gli sci
e sono volato via. Risultato: ospedale, ginocchio sinistro con la
capsula rotta, il tendine collaterale strappato, e femore rotto all`
inserzione con il ginocchio. Mi hanno messo anche una vite nel
ginocchio, che ho tolto dopo un anno.
Crisi
Nel 2001 ero così scarso, che sentivo
la depressione addosso. Beccavo 10 secondi in gigante e slalom da
quelli della mia età. Cosi tornai a casa e dissi ai miei genitori:
“Io non vado più a Malles e smetto”.Dopo una lunga discussione
con loro, decisi di continuare e di provare ancora allenandomi molto
duramente durante l'estate nella palestra di Gais. Proprio in quel
periodo sono cambiato fisicamente. Sono cresciuto in statura di 12 cm
e ho messo su 10kg di peso in più. Ero finalmente un atleta come i
miei compagni. Così in inverno ho fatto delle belle gare in tutte le
discipline. Ho vinto il circuito Finstral. Tutti i miei sforzi sono
stati ricompensati con l´ingresso nella squadra dell´Alto
Adige.
Operaio
Nel 2003 mi sono diplomato e nell`estate sono entrato a far parte
del gruppo sportivo delle Fiamme Oro. Ero solo tesserato e non
arruolato. E ho lavorato fino all`autunno come aiutante in una
impresa edile di un mio amico, montando e smontando ponteggi, posavo
i pavimenti e curavo l`isolamento. Questa esperienza, vedendo come si
fatica a guadagnare soldi, mi ha fatto apprezzare ancora di più
quanto è bello fare lo sport. L`anno dopo, grazie ai buoni
risultati ottenuti nella categoria giovani sono riuscito ad entrare
nella squadra nazionale C.
Vittorie in coppa
Europa. Nel 2005 sono passato alla
squadra B, vincendo le mie prime gare in Coppa Europa, super-G e
discesa, a Veysonnaz in Svizzera. Alla fine della stagione ero quarto
nelle classifiche di coppa Europa sia in superG che discesa.
Fiamme
Gialle e Coppa del Mondo Nel 2006 sono
entrato nella Guardia di Finanza e mi hanno convocato per la prima
volta nella squadra di discesa della coppa del Mondo, ma la mia prima
gara fu uno slalom a Levi. Sono uscito nella prima manche, dove
partivo con il numero 73, ma all`intermedio avevo segnato il quarto
tempo, a 11 centesimi dal primo. Ho fatto i primi punti di Coppa a
Reiteralm, in Austria, in supercombinata. Mi sono classificato altre
cinque volte nei top 30, due supercombinata, due super-G e due
discese, risultati che mi hanno permesso di essere convocato per i
Mondiali di Are, in Svezia, dove ho partecipato alla discesa, dove
sono finito trentottesimo, alla supercombinata, dove dopo il
trentesimo posto della discesa ero alla pari con Raich all`
intermedio, ma sono uscito a 5 porte dell` arrivo. Nel Team Event ho
partecipato al super-G e allo slalom ma il risultato era da
dimenticare.
Curioso Voglio fare una piccola confessione: in quell`inverno ero quasi sempre uno degli ultimi a finire la ricognizione perché chiedevo informazione, opinioni e consigli ai big soprattutto a Herman Maier e Didier Cuche. Ammetto che qualche volto mi hanno fatto capire che davo un poco fastidio. Ricordo che a Kvitfjell Maier dopo la gara dove io ero arrivato venticinquesimo e lui ventiseiesimo mi ha detto: “Adesso basta consigli perché a questo punto mi batti……….”
Top 10 L`anno dopo mi sono classificato 17 volte nei top 30 e 5 volte tra i primi 10, con un settimo in discesa a Kvijtfiel, in Norvegia. Il risultato più importante è stato il nono posto nella discesa di Bormio la gara vinta da Miller e io sono partito con il pettorale numero 48. Questo è stato l`inverno del grande progresso, perché avevo più fiducia nei miei mezzi, e infatti avevo segnato il miglior tempo nella discesa di prova della Val d`Isere.
Primo successo in Coppa del Mondo Nel dicembre del 2008 la mia vita è cambiata, dopo Natale sono riuscito a realizzare il sogno che avevo da quando ero piccolo: salire sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo. È successo a Bormio sulla pista difficilissima, la Stelvio. Avevo il numero 1 ed ero sicuro di me stesso. Mi sono detto: “ Christof questa volta puoi proprio salire sul podio, sfruttala”. Ero così carico che non vedevo l` ora di partire. Aveva fretta di vincere e quella pista mi piace molto. Stare al traguardo ad aspettare tutti gli altri non è stato uno stress ma è stato piacevole perché finalmente ho visto tutta la gara….Ero il primo italiano a vincere sulla Stelvio e sono entrato nella storia. Poi ho fatto due terzi posti in supercombinata e in super-G a Sestriere e a Are. Purtroppo ai Mondiali di Val d`Isere sono rimasto per solo 5 centesimi ai piedi del podio, quarto alle spalle di Cuche, il mio compagno di stanza Fill e Svindal. Il bilancio della stagione è stato molto positivo perché ho chiuso con undici piazzamenti fra i primi dieci e ho fatto punti di coppa in tutte e cinque le discipline. Solo altri due sono riusciti a fare altrettanto, Kostelic e Albrecht.
La tortura L`inverno 2009/2010 è stato quasi una tortura per me. Ero partito per spaccare il mondo, si pensava che potessi diventare un uomo di classifica nella coppa generale. Però ho lavorato troppo, ho dimenticato che anche riposo fa parte dell` allenamento e così mi sono trovato con un` ernia inguinale e un terribile mal di schiena. Ero sempre triste perché non riuscivo ad accettare il fatto di non riuscire a ripetere i risultati dell`anno precedente. Le uniche giornate che ricordo con piacere sono state quelle del campionato Europeo in Francio dove sono arrivato secondo nello slalom vinto da Grange e quelle olimpiche di Vancouver, dove mi sono classificato sesto in super-G e ottavo in supercombinata. In discesa ero stato in testa fino al terzo intermedio poi ero affondato nella neve molle, chiudendo al diciannovesimo posto.
L`operazione Nella primavera del 2010, dopo la finale di Garmisch, sono andato direttamente in ospedale a Brunico perché non mi reggevo in piedi dal mal di schiena. Dopo sei giorni di ricovero, sono stato sottoposto ad una cura fisioterapica ed in aprile mi hanno operato all`inguine. Da quel giorno sono stato meglio e ho affrontato il futuro con più serenità perché sentivo di essere a posto. Sono tornato ad allenarmi senza problemi, perché ho trovato il giusto equilibrio fra allenamento e riposo. L`esperienza dell`anno prededente è stata molto utile: ”perdere aiuta a imparare a vincere”. Ho ripreso ad avere confidenza nei miei mezzi. La stagione ha cominciata bene, infatti ho ottenuto quasi tutti i piazzamenti nei primi dieci. A Bormio sulla Stelvio sono arrivato terzo dopo due anni e mi sono sentito di nuovo in grado di vincere, perché nelle prove della discesa ero sempre davanti.
Oro,Argento e Bronzo Ed eccoci ai Mondiali 2011 di Garmisch Partenkirchen (GER), dove il mio obiettivo era di sciare con la mente libera e assumere tutti i rischi pur di non ripetere quello che era successo a Val d`Isere e a Vancouver, dove non avevo sfruttato occasione importanti per arrivare in medaglia. A Garmisch sulla Kandahar mi sono trovato a mio agio sia per la neve che per il pendio. Lo ammetto: pensavo di potere arrivare sul podio, ma non avevo il coraggio di sognare di essere in grado di arrivare all`oro. Dopo quel primo titolo mondiale ho tenuto la concentrazione, perché sapevo che era importante non perdere la tensione. Ero sereno: tutto quello che poteva arrivare in più, sarebbe stato benvenuto. E così sono riuscito a scrivere un nuovo capitolo della storia dello sci italiano vincendo tre medaglie, perché dopo l`oro del super-g è arrivato il bronzo della discesa e infine l`argento della supercombinata dove mi sono trovato a fianco Peter Fill, mio compagno di stanza e amico fraterno. Quello che non avevo il coraggio di sognare è diventato realtà.